I 5 pilastri del sopralluogo fatto da un home stager professionista

I 5 pilastri del sopralluogo di un home stager professionista

Caro Home Stager come ti prepari al sopralluogo per renderlo memorabile agli occhi del cliente?

Il sopralluogo è l’arma vincente di un home stager, dove si sperimenta la prima impressione nei confronti del cliente. E sì! Anche per l’home stager vale la regola

“Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione” (cit. Oscar Wilde)

frase molto usata nel mondo dell’home staging per raccontare la casa, ma calza a pennello anche per l’attività e la comunicazione di un libero professionista come l’home stager.

Possiamo definire il sopralluogo dell’home stager professionista la pietra miliare per la comunicazione efficace con il cliente. Proprio per questo motivo al sopralluogo l’home stager si presenta preparato.

Cosa vuol dire preparare un sopralluogo per un home stager?

Nel sopralluogo la variabile più importante e scatenante è il cliente e non la casa, pertanto il sopralluogo diventa il momento principale per tessere la relazione con il cliente.

5 sono i pilastri che costituiscono gli elementi essenziali per svolgere correttamente un sopralluogo. Pilastri che dovrebbero sempre rientrare nella routine dell’attività di home staging, come i passi di una danza.

Al sopralluogo ci si prepara come se fosse una gara di atletica, pertanto occorre tanto allenamento, costanza, determinazione e non perdere mai di vista l’obiettivo.

Il sopralluogo si compone di una parte tecnica e una parte relazionale.

La parte tecnica è costituita da:

  • Carpetta
  • Foglio intervista
  • Catalogo
  • Brochure
  • Biglietto da visita
  • Metro
  • Plan della casa digitale o cartacea.

La parte relazionale è costituita da 5 pilastri:

  1. Preparazione al sopralluogo: Verifica del materiale e ripasso mentale di quello che si dovrà fare con il cliente “Chi visualizza, realizza!”. Si analizzano le criticità della casa e ci si focalizza sulle esigenze del cliente e le sue criticità.
  2. Crea il rapporto con argomenti in comune (quale danza piace al cliente?): Ci si sintonizza con il cliente focalizzando l’attenzione su di lui e sul mondo che lo circonda, se possibile sulla casa. Occorre trovare un appiglio per parlare di cose che accomunano oppure semplicemente che stanno a cuore al cliente e che intuiamo con certezza lo riguardino. 
  1. Ascolto attivo del cliente per capirne l’obiettivo e le paure (facciamo danzare il cliente): Domande brevi che danno libertà di risposta, il cliente deve parlare raccontare.
  1. Cos’è l’home staging per il cliente e quale risorsa può rappresentare? (fai provare al cliente la tua danza)  Non si tratta di raccontare cos’è l’home staging e a cosa serve, ma essere in grado di cogliere dalle informazioni e dall’ascolto attivo cosa potrebbe fare l’home stager per supportare e far raggiungere l’obiettivo del cliente.
  1. Appuntamento per proposta di lavoro presso agenzia o presso l’ufficio dell’home stager (per una nuova danza con il cliente)

Ricordiamoci sempre che:

– Qual è la cosa di cui hanno più bisogno gli esseri umani?

– Il desiderio sconfinato di essere ascoltati.

(Eugenio Borgna, psichiatra)

 

Puoi trovare esempi reali e maggiori informazioni nella lezione della nostra docente  Architetto e Home Stager Ilaria Mari all’interno del Gruppo Facebook PROFESSIONE HOME STAGER | Il metodo per Vendere e Affittare Velocemente.

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