Frank Lloyd Wright, padre dell’architettura organica

Frank Lloyd Wright - Fallingwater

Frank Lloyd Wright è stato uno degli architetti più influenti del Novecento. Nato in America a cavallo tra ‘800 e ‘900, la sua longevità gli ha permesso di essere spettatore e protagonista dei grandi cambiamenti culturali del periodo. Se non lo conosci di nome molto probabilmente riconoscerai alcune delle sue opere più famose.

Frank Lloyd Wright è considerato il padre dell’architettura organica così chiamata perché basata sulla interconnessione tra struttura architettonica, natura e persone. Nei suoi progetti è evidente la volontà di creare una continuità tra l’ambiente interno degli edifici e l’esterno: un viaggio continuo tra i volumi architettonici e contesto circostante.

Frank Lloyd Wright

La sua è stata un’architettura razionale giocata sull’alternanza delle volumetrie e in costante armonia. Il desiderio di Wright era creare un’architettura che non ricercasse solo l’estetica ma che fosse funzionale e sostenibile al tempo stesso. Le decorazioni nelle sue opere scompaiono per lasciare spazio a superfici uniformi che esaltano i materiali da costruzione.

Frank Lloyd Wright - Fallingwater

Fallingwater, nelle campagne della Pennsylvania 1935.

La villa è stata costruita sopra una cascata, nel bosco della Pennsylvania. La planimetria è una continua sovrapposizione di piani regolari e intersezioni sapienti di rette e volumi. I materiali sono stati scelti e mixati per fondere l’architettura con il paesaggio circostante.

Wright utilizzava il più possibile i materiali presenti nel territorio in cui costruiva. Sintetizzare l’utilizzo dei materiali gli consentiva di creare edifici con pochi ma fondamentali elementi: muri portanti, grandi superfici vetrate, pareti di pietra, strutture in legno e rivestimenti in fibre vegetali.

Frank Lloyd Wright è stato anche un grande designer. Oltre alle abitazioni spesso disegnava anche gli arredi interni basandosi sui concetti dell’architettura organica, creando quindi arredamenti specifici per ogni casa.

 

COSA CI INSEGNA

FRANK LLOYD WRIGHT?

 

  1. L’importanza delle connessioni tra architettura, paesaggio e persone;
  2. La funzionalità viene prima dell’estetica;
  3. Il design è importante, deve essere funzionale e armonioso;
  4. I materiali devono essere sostenibili e usati in continuità con il paesaggio circostante;
  5. Le matrici geometriche sono la base del progetto.

 

Frank Lloyd wright - Guggenheim museum

Guggenheim Museum New York, progettato nel 1943.

Probabilmente la sua opera più conosciuta e la sua particolare forma a spirale lo rende un edificio iconico. I materiali e i colori si fondono con i palazzi circostanti e grazie alla rampa interna, che costituisce la struttura portante dell’edificio, si arriva al tetto coperto da ampie vetrate che permettono l’ingresso della luce.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE CONOSCERE FRANK LLOYD WRIGHT?

 

Wright è stato un innovatore delle matrici geometrici perché ha introdotto il concetto di griglia per la progettazione della struttura dei suoi edifici.

L’utilizzo delle matrici geometriche è oggi fondamentale per progettare lavori di ReDesign efficaci.

Ancora oggi le sue opere e i suoi progetti fanno scuola perché le sue intuizioni e la sua filosofia sono applicabili in qualsiasi tempo e contesto. L’architettura organica è entrata a far parte del nostro quotidiano e, grazie alla corrente dall’architettura sostenibile, tante intuizioni di Wright sono state sviluppate con le nuove tecnologie.

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Commenti

  1. MARIA ANTONIETTA SOCCIO: Maggio 6, 2021 at 11:37 pm

    Adoro questo esempio di architettura!
    Ci scriviamo da poco tempo, ma sembra che mi leggiate nell’animo facendomi partecipe di tante bellezze.
    Casa Kauffmann è senza dubbio la più bella casa di tutti i tempi, pensata per vivere in simbiosi con la natura e con la cascata su cui è costruita. Non a caso Wright ha utilizzato la pietra e il legno, in modo da mimetizzare perfettamente l’abitazione nella natura circostante, così come le ampie finestre che creano una continuità fra gli interni e l’ambiente esterno.
    Penso anche all’architetto Mies van der Rohe, suo contemporaneo, che è riuscito a creare spazi che comunicano un senso di grande equilibrio semplicemente riducendo al minimo gli elementi architettonici che organizza in base a direttrici ortogonali.
    Alla prossima!
    Maria Antonietta Soccio

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