FAQ

L’home staging è una tecnica di valorizzazione immobiliare utilizzata per i beni da collocare sul mercato della vendita o dell’affitto. La traduzione letterale dall’inglese “messa in scena della casa” trasmette solo in parte il campo d’azione di questa professione innovativa che si sta diffondendo sempre più in tutta Italia. Si tratta infatti di un’operazione di marketing applicato al prodotto casa: consiste nella comprensione dei bisogni del cliente acquirente e nella loro soddisfazione tramite la preparazione e l’allestimento adeguato del bene in vendita/affitto e uno shooting fotografico finale.

Per la preparazione competitiva dell’immobile al mercato è fondamentale la creazione di un progetto di home staging, che è ben diverso dall’attività di arredare alla bell’e meglio un appartamento. L’ home staging ha infatti l’obiettivo di vendere o affittare al miglior prezzo e nel minor tempo possibile senza concentrare unicamente il progetto stesso sull’arredabilitá degli spazi, bensì focalizzando le risorse e le scelte progettuali riguardo l’appetibilità dell’immobile e delle stanze agli occhi di un pubblico più vasto possibile, ma rientrante nel target specifico individuato.

Sulla base del progetto di home staging la preparazione di un immobile avviene attraverso specifiche fasi:

  1. pulizia generale;
  2. eventuale tinteggiatura per rinfrescare le pareti;
  3. piccole riparazioni;
  4. nelle case abitate particolare attenzione all’ordine ed al togliere tutte le tracce personali degli abitanti (in gergo decluttering);
  5. negli immobili non abitati e arredati: liberazione da arredi ed oggetti vecchi rovinati e/o superflui, ricollocazione adeguata degli arredi presenti, eventuale loro rivalutazione e rinnovo, utilizzo di arredi e complementi idonei;

negli immobili vuoti l’home stager utilizza arredi e complementi di sua proprietà, o noleggiati presso i propri fornitori, per la messa in scena: mobili, accessori, tessuti, quadri e suppellettili; elementi che soddisfino le aspettative del potenziale cliente, con regole esatte che solo un vero professionista conosce ed applica nel modo adeguato.

Tutti a patto che abbiano una formazione specifica riguardo la disciplina che si può acquisire presso le alte scuole di formazione.

“Chiunque” abbia un background riguardante il mondo dell’interior design ha già una buona base su cui impostare le nuove competenze di home stager, allo stesso tempo anche coloro che desiderano lavorare nel mondo della casa e dell’home decor, provenendo da settori estranei, attraverso un’adeguata formazione e pratica possono apprendere con tutta facilità le tecniche essenziali per svolgere la professione.

Occorre una buona conoscenza del marketing immobiliare, basi di interior design e home decor, studi sulle regole della fotografia di interni, fondamenta di psicologia di marketing; per essere un professionista di successo sono importanti anche un lavoro specifico sul personal branding e una buona predisposizione per la comunicazione interpersonale.

Ad oggi la figura dell’home stager infatti rientra tra le libere professioni regolamentate dalla legge 4/2013. In pratica chiunque può dichiararsi home stager, come succede per la stragrande maggioranza delle libere professioni, quelle cioè che non hanno albi ordini o collegi (come gli architetti, i geometri o gli ingegneri): per fotografi, interior designer, grafici, web designer. Ma la legge 4/2013 ha regolamentato la possibilità di costituire associazioni di categoria che possano tutelare e riconoscere la professionalità degli associati che abbiano una formazione specifica (acquisita nelle scuole di alta formazione), stabilendone regole interne e modalità di accesso. Ad oggi possiamo dire che l’unico riconoscimento esistente e reale della figura di home stager in Italia è far parte di una delle associazioni di categoria che hanno superato il percorso ed ottenuto l’iscrizione nei registri del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico).

Perché gli home stager vedono la casa, ovvero l’immobile come prodotto da vendere ad un pubblico più ampio, senza focalizzarsi solo sull’aspetto estetico e funzionale della casa. L’Home Stager infatti approccia l’immobile seguendo una strategia di marketing che ha l’obiettivo di promuovere al meglio gli ambienti intercettando i gusti del maggior numero di persone. L’arredatore/ Interior designer invece usa tecniche di progettazione con l’obiettivo di progettare lo spazio abitato secondo i gusti specifici delle persone che lo utilizzano.

È bene precisare che quella dell’’home stager è una professione complessa, poiché sono necessarie competenze e conoscenze trasversali a diverse professioni, con le quali non si è mai in concorrenza ma sono possibili ed auspicabili collaborazioni attive e proficue. È necessario quindi avventurarsi con cautela ed evitare di improvvisare, iniziando con la frequentazione di una delle scuole riconosciute dalle associazioni di categoria, questa è l’unica attestazione di “qualità” che abbia valore. I corsi sono gli stessi anche per gli architetti, gli interior designer e arredatori che scelgono di specializzarsi in home staging.

Dal sondaggio relativo al 2018 svolto dall’Associazione Nazionale Home Staging Lovers e dall’Associazione Professionisti Home Staging Italia (entrambe le associazioni sono iscritte nei registri del MISE), emerge che, quando l’immobile allestito ad hoc per la vendita viene immesso nel mercato, è possibile trovare un compratore in media in 49,9 giorni, oltre 4 volte più velocemente rispetto ai 7,2 mesi che sono stati rilevati dalla Banca d’Italia, IV trimestre 2018.

Il dato complessivo delle case vendute post home staging raggiunge una percentuale del 91,6% con uno sconto medio post home staging del 5,6% (senza home staging lo sconto sul prezzo di vendita è ridotto del 10,5% secondo i dati rilevati dalla Banca d’Italia).

Sul fronte locazioni a lungo termine quando un immobile adeguatamente preparato con home staging per il mercato degli affitti, è possibile registrare canoni annui con un valore superiore del 10% rispetto ai canoni annui relativi a case senza home staging e una media dei tempi di affitto pari a soli 10 giorni di permanenza sul mercato.

Assolutamente si, l’home staging è un valido strumento per valorizzare anche gli immobili destinati al turismo: Essi possono essere collocati sul mercato con un prezzo di locazione più alto del 20% e registrano un aumento del tasso di occupazione medio del 30% (sondaggio 2018 svolto dall’Associazione Nazionale Home Staging Lovers e dall’Associazione Professionisti Home Staging Italia).

Certo, per ogni immobile destinato alla commercializzazione, la visione di un home stager e la successiva trasformazione che può compiere, diventano un potente strumento di marketing immobiliare per attrarre clienti ed ottenere il miglior risultato possibile.

Un intervento professionale ha un importo minore rispetto a quanto può costare ad un proprietario un immobile invenduto o non locato.

In realtà è parzialmente corretto ragionare in termini di “costi” perché l’home staging è un vero e proprio investimento. Il suo valore dipende da molteplici fattori: la dimensione dell’immobile, la presenza o meno di abitanti, il target di riferimento da raggiungere con l’allestimento. Nella pratica c’è spesso una proporzione tra il valore dell’home staging ed il valore dell’immobile, una forbice tra l’1% ed il 2% che può arrivare anche al 3% per immobili che hanno valori di mercato molto bassi.

I tempi in genere sono sempre al di sotto delle due settimane. Essi sono molto brevi in modo da rispondere in modo tempestivo alla richiesta di immissione sul mercato dell’immobile.

Perché viene applicato alla casa un processo di marketing identico a quello che abitualmente è applicato a ogni bene/oggetto da immettere sul mercato. Pensiamo ad esempio alla vendita di una macchina usata, dove è prassi pulire approfonditamente, sostituire i tappetini, sistemare della carrozzeria e altri piccoli interventi che sono una forma di investimento pari anche del 10% rispetto al valore dell’automobile!

Lo stesso processo è applicato alla casa per evitare di abbandonare la vendita al caso e alla fortuna all’interno di un mercato immobiliare affollato e competitivo.

La fotografia immobiliare costituisce uno strumento fondamentale per completare il servizio di home staging in quanto consente di visualizzare a livello fotografico quanto realizzato dal progetto di home staging, emozionando gli utenti del web attraverso scatti ambientali e di dettagli emozionali.

Per fornire un servizio competitivo e accelerare le fasi di lavoro relativo ad un servizio di home staging è consigliabile integrare il metodo progettuale dell’home stager con l’esecuzione di un servizio fotografico professionale, che va a completare e valorizzare il lavoro effettuato. In caso alternativo è utile che il professionista home stager scelga un fotografo professionista specializzato in interni, con il quale instaurare un rapporto collaborativo e sinergico da impiegare per ogni incarico acquisito.

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